SIENA

Ci accoglie Mario, ha la faccia aperta, una stretta di mano forte, un taglio di capelli approssimato e sbarazzino. Chiacchiera e ride, ride sempre, ride che non riusciamo a non ridere di rimando, anche se l’appartamento è un seminterrato freddo che puzza di muffa, alle pareti si accostano male un verde pistacchio e un albicocca sbiaditi dall’umidità. Internet non funziona, il palazzo è di un’anziana signora che ogni tanto si dimentica di pagare le bollette. Mario però è pratico e velocissimo, risolve tutto, torna internet in un battibaleno. Gestisce diversi appartamenti a Siena, ogni volta che lo sento al telefono capisco che vuol darmi l’impressione di ricordarsi chi sono, anche se non è così. Siamo nella contrada dell’Istrice.

Siena, si sa, si divide in contrade. Le contrade sono diciassette ed è sempre piuttosto facile capire in quale contrada ci si trova. Ci sono contrade amiche e nemiche. Il nostro ospite Mario distingue il Davide della Torre dal Davide della Civetta, le informazioni su cose o persone sono declinate in relazione alle contrade di provenienza. Le origini degli stemmi non sono sempre chiare, alcuni hanno bizzarre immagini esotiche: nello stemma della Torre c’è un elefante, in quello della Selva un rinoceronte. Nella contrada della Giraffa c’è una bacheca che tiene aggiornati sugli eventi e sulle attività: si possono frequentare corsi per alfieri e tamburini. Pochi giorni fa è nata una bambina, si chiama Caterina. Angelo, un ragazzo di ventisei anni fa il cameriere in un ristorante in via Camollia, contrada dell’Istrice. Padre della provincia di Caserta, madre senese. Da bambino parlava dialetto campano, a scuola le maestre non si raccapezzavano. Dopo qualche anno di logopedia, oggi è assolutamente bilingue toscano/campano, contradaiolo del Bruco e ama i cantanti neomelodici.

Alle Poste una signora con un bel viso franco e i modi da mamma ci aiuta con estrema gentilezza. Fa domande alle quali di solito mi imbarazzo a rispondere: chiede quanto guadagno, quanto ho dichiarato l’anno scorso, per che cosa utilizzo la postepay,… ma lo fa in un modo così gentile e familiare che le rispondo volentieri. Poi chiacchieriamo delle tariffe di internet, della Vodafone che ti frega sempre. A fare tutto ci mettiamo molto più del previsto. Quando esco ho addosso quella strana, dimenticata sensazione che quella signora mi abbia parlato. Abbia parlato a me.

Una sera torniamo da teatro tardi, è passata da un po’ mezzanotte. Abbiamo voglia di un bicchiere di vino ma intorno a casa è tutto chiuso. Solo un locale, un piccolo ristorante, ha ancora le luci accese, vediamo dei ragazzi che stanno uscendo. Ci affacciamo, hanno già stracci, scopa e paletta in mano. “Non preoccupatevi, un gotto di rosso non si nega a nessuno”. Non diciamo nulla, ci porta del Chianti rosso-quasi-viola, il vino della casa in due bicchieri d’acqua, grandi e un poco scheggiati. Un ragazzo si siede con noi, hanno deciso di aprire un bistrot – ci racconta – una decina di coperti, cucinano pesce. La domenica però fanno una cosa particolare: pesce fresco non ce n’è quindi non fanno un servizio da cena, più da aperitivo, cucinano dei piatti per smaltire quello che è rimasto. Il Ruspa (così si chiama uno dei ragazzi) finisce di spazzare, ci alziamo. Il vino ce lo offrono loro.

I nostri piatti preferiti: pici al ragù di cervo e pappardelle al cinghiale all’Osteria di Kamollia; baccalà e ribollita al Café Berta; i nostri benefattori gestiscono il bistrot la Ficamaschia sempre in via di Camollia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea il tuo sito web su WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: